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Ferro da stiro: nemico o amico? E’ un fatto abbastanza noto che stirare rientri nella categoria delle faccende domestiche meno amate. Eppure, anche se oggigiorno sono sempre più in voga le strategie che facilitano il “non stiro”, e’ altrettanto indubbio che spesso si presenta la necessità di avere indumenti impeccabili, e non solo da un punto di vista igienico. Situazioni che rendono quindi necessario l’uso del ferro da stiro.

Il ferro da stiro oggi: un modello per ogni necessità

La grande fortuna dei “nemici dello stirare” e’ che la più recente tecnologia ha prodotto e immesso nel mercato modelli di ferro da stiro davvero all’avanguardia. Le tipologie oggi disponibili sono molteplici e in grado di assecondare qualsiasi esigenza, sia di tipo economico che di “performance”.

Premesso che tutti i modelli in commercio sono dotati di raffinate funzionalità volte a semplificare il più possibile la stiratura, prima di scegliere e’ bene valutare l’offerta disponibile in modo da assicurarsi lo strumento che meglio risponda alle proprie necessità.

La principale differenza che si riscontra tra i migliori ferri da stiro moderni e’ la presenza o meno della caldaia separata. Punto cruciale nella scelta del ferro perché se da un lato le strutture con caldaia separata hanno un ingombro decisamente importante, e’ altrettanto vero che la sua performance garantisce risultati ottimali in poco tempo. Potrebbe quindi essere questa la soluzione ideale per chi deve cimentarsi in lunghe sessioni di lavoro.

Altro aspetto rilevante nella scelta e’ la modalità di erogazione del vapore. La quantità e la qualità del vapore concorrono in maniera importante nel risultato della stiratura quindi è bene valutare le diverse possibilità di scelta. Soprattutto per chi cerca un elettrodomestico che possa ottimizzare tempo e fatica.

Alcuni modelli erogano il vapore in modalità automatica, in altri invece il vapore viene regolato manualmente. I modelli più evoluti offrono addirittura la possibilità di erogare il vapore in verticale, ideale nei casi in cui si debba stirare capi pesanti, le tende ad esempio.

“Anche l’occhio vuole la sua parte”: forma e design nei ferri da stiro più moderni sono decisamente importanti e non solo per un motivo estetico.
Alcune forme sono appositamente studiate per intervenire anche sui più piccoli lembi di tessuto (i colletti e i polsini delle camicie, ad esempio) mentre altre richiamano i principi fondamentali della maneggevolezza. Quest’ultimo e’ un altro aspetto cruciale: peso, struttura della maniglia, facilità di movimento, sono elementi che, se ben valutati e adeguatamente gestiti, impediscono fastidiosi dolori a mano e braccio e rendono il lavoro più semplice.

L’ultima frontiera del ferro da stiro

I modelli più evoluti di ferro da stiro sono dotati di funzioni particolarmente utili alla manutenzione e all’utilizzo del ferro stesso. Ecco allora comparire nei più recenti apparecchi la funzione anti-calcare, che previene intasamenti dovuti appunto al calcare, una delle principali cause di malfunzionamento del ferro. Non meno importante la funzione di risparmio energetico, specificamente studiata per ridurre l’impatto ambientale.

La panoramica appena vista non farà certo cambiare idea ai più resistenti allo stirare ma indubbiamente propone una serie di caratteristiche che facilitano l’operazione. Un’adeguata valutazione delle caratteristiche dei modelli oggi disponibili e delle proprie necessità e aspettative può senz’altro contribuire a rendere quest’attività quasi piacevole.

Ormai lontani i tempi della piastra di ghisa, oggi il ferro può diventare un prezioso alleato delle faccende domestiche, ottimizzando tempo e riducendo la fatica. L’importante è saper scegliere con astuzia il modello che può venire in soccorso nei momenti di difficoltà!

Le donne soprattutto, ma anche gli uomini, conoscono perfettamente l’acido ialuronico, considerato che combatte gli effetti del tempo, essendo un potente antirughe. È ben noto che dopo i quarant’anni la pelle del viso e del collo inizia perdere tono ed elasticità, cedendo gradatamente, fino alla comparsa di spiacevoli rughe più o meno profonde, specie nel contorno occhi, contorno labbra, fronte e collo. Per contrastare l’invecchiamento e alleviare i segni dell’età che avanza, il mercato dei cosmetici offre, in particolare, preparati e iniezioni a base di acido ialuronico, con sorprendenti potenzialità.

Caratteristiche dell’acido ialuronico

L’acido ialuronico è un costituente naturale dei tessuti connettivi umani con la funzione di garantire una pelle elastica, tonica e resistente. Gli anni passano e i nostri tessuti iniziano a perdere gradatamente la concentrazione di acido ialuronico, mostrando sintomi evidenti di invecchiamento.

Per tale motivo, è bene reintegrare l’acido ialuronico, al fine di attenuare tali sintomi e rendere la pelle del viso e del collo più giovane e rigenerata.

In farmacia o in erboristeria è possibile trovare diversi preparati cosmetici a base di acido ialuronico con concentrazioni più o meno elevate di quest’ultimo. E’ da segnalare che la purezza dell’acido ialuronico presente nei preparati cosmetici è di sicuro determinante per risultati apprezzabili dall’uso di creme e gel contenenti acido ialuronico. La purezza e la concentrazione costituiscono i due elementi che garantiscono la qualità del prodotto e dei suoi effetti, incidendo proporzionalmente anche sul suo prezzo di mercato.

Un prodotto costoso

Generalmente i cosmetici con acido ialuronico puro sono decisamente più costosi di altri tipi di preparati cosmetici anti età, di cui si consiglia l’uso quotidiano, a partire dall’età di trent’anni. Un flacone da 25ml che contiene crema idratante da giorno a base di acido ialuronico puro, può avere un costo variabile, a partire da 25 euro circa, a fronte dei 7/10 euro di base propri di creme idratanti da giorno.

Ambo i preparati idratano la vostra pelle e se ambite ad un soddisfacente effetto lifting, optate allora per le convenienti creme idratanti a base di acido ialuronico. Tra coloro che frequentano o appartengono al mondo dello spettacolo, che ci tengono molto all’immagine e aspirano ad apparire sempre in perfetta forma, vanno molto di moda le infiltrazioni di acido ialuronico, decisamente da preferire alle iniezioni di botulino che sono sì in grado di cancellare le rughe, ma purtroppo annientano l’espressività del viso, omologando i volti.

L’ acqua che utilizziamo quotidianamente, per dissetarci, per lavarci, per lavare la casa, i vestiti ecc. È caratterizzata, in base al territorio in cui viviamo, dalla presenza di residui, i quali non sempre la rendono godibile al palato e che sul lungo periodo possono causarci alcuni problemi sia a livello di salute sia sul piano delle finanze. Un depuratore d’ acqua è pensato appositamente per annientare i residui presenti nell’ acqua che sgorga dai nostri rubinetti o che riempie i nostri pozzi.

Quale depuratore è migliore

Le aziende produttrici di depuratori d’ acqua mettono a disposizione dei loro clienti un servizio di consulenza, indispensabile a comprendere quale tipo di depuratore si adatti maggiormente al tipo di acqua da depurare. Tutta l’ acqua potabile deve rispondere necessariamente a determinati requisiti di potabilità e tuttavia, come accennato, alcuni tipi di residui, seppur presenti in minima parte, giorno dopo giorno possono causare dei problemi alla nostra salute.

Le acque particolarmente ricche di calcio ad esempio possono causare problemi ai reni, quali renella o calcolosi, disturbi davvero molto, molto fastidiosi. Ma sono molti i tipi di residui individuabili nell’ acqua che sgorga dai rubinetti delle nostre case. La purificazione con depuratori acqua domestici può essere effettuata con tipi di depuratore tra loro diversi. Primi tra tutti i filtri. Un filtro può essere direttamente applicato al rubinetto della vostra cucina.

Purificare l’acqua con l’addolcitore

La purificazione dell’acqua attraverso i filtri avviene meccanicamente e può essere del tipo a microfiltrazione o a ultrafiltrazione. Veniamo al secondo tipo di depuratore dell’acqua: L’addolcitore. L’ addolcitore è un dispositivo dotato di serbatoio, di dimensioni piuttosto grandi, che necessita dell’assistenza si personale qualificato per essere collegato all’ impianto idrico. L’addolcitore, attraverso uno specifico sale, annienta il residuo calcareo dell’acqua, rendendola morbida e leggera.

I vantaggi che derivano dall’uso dell’addolcitore sono apprezzabili soprattutto sulla pelle e i capelli, perché risulteranno più morbidi e lucenti e sui vestiti che comunemente sottoponiamo a lavaggio domestico. I tessuti infatti tendono a rovinarsi se lavati in acque troppo calcaree, con la conseguenza di invecchiare e divenire inutilizzabili molto prima. La lavatrice ma anche la lavastoviglie, vi ringrazieranno per aver istallato l’ addolcitore, in quanto, una volta annullato il residuo calcareo, non necessiteranno più di manutenzioni frequenti e cambio di pezzi costosi a causa del calcare.

L’ addolcitore infatti richiede solo una modica spesa per la ricarica periodica del sale. E veniamo all’ ultimo tipo di depuratore dell’acqua domestica, noto come depuratore a osmosi inversa. Questo tipo di dispositivo, in grado di separare dall’acqua anche le molecole più piccole come i sali minerali, si adatta particolarmente bene allo scopo di rendere potabile l’ acqua dei pozzi. Funziona attraverso l’ azione combinata di una serie di filtri a micro e ultrafiltrazione.

Il periodo che va dalla fine del dominio bizantino fino all’avvento di Carlo Magno e alla formazione del nuovo Impero romano d’Occidente è caratterizzato da una profonda depressione politica, economica e culturale, mentre per la cultura orientale sarà un periodo di splendore la cui influenza non mancherà di farsi sentire nel tormentato mondo occidentale.

L’influenza dell’Oriente

La bizantina è una cultura in tutti i suoi aspetto sia politici che economici essenzialmente religiosa, che mira a realizzare in terra l’ordine divino e a garantire all’umanità la salvezza oltre la vita. La società bizantina è ordinata secondo una rigida gerarchia che si traduce in una pesante e capillare burocrazia e in un meticoloso formalismo, ma si tratta anche di una società percorsa da forti correnti spirituali impegnate nelle discussioni dottrinali e spesso in lotta tra loro. In tale società che mira alla trascendenza, il tipo umano ideale è rappresentato dall’asceta, dall’eremita che è ascoltato con rispetto anche quando pronuncia invettive roventi o predice tremendi castighi.

Immancabilmente l’arte bizantina si rivela un mix di correnti ciascuna delle quali elabora una propria tradizionale stilistica e iconografica e risente di numerose tendenze di pensiero religioso. Da una parte quindi c’è l’arte della corte di Costantinopoli che tende a far venerare immagini, dall’altra c’è l’arte delle correnti provinciali tra cui spicca quella siriaca, che conferisce un carattere narrativo e drammatico alle immagini. Carattere narrativo quindi che assume un peso morale ben visibile nell’intensificazione delle linee, nell’esasperazione del colore e nel modo di rappresentare l’immagine.

L’arte bizantina in Italia

La cultura artistica bizantina si diffonde anche in Italia e in particolare sul versante adriatico e in una parte della pianura padana, ma vera zona franca della cultura artistica rimane Roma dove compaiono artisti proveniente dalle diverse regioni dell’Oriente cristiano specialmente dalla Siria. Contrapponendosi alla pretesa degli imperatori d’Oriente che hanno voce in campo dogmatico e artistico, la Chiesa di Roma pone l’accento sul rifiuto del fasto orientale nelle costruzioni religiose e inneggia al ritorno alla semplicità dell’epoca paleocristiana, incoraggia la rappresentazione di fatti storico-religiosi utili all’educazione religiosa dei fedeli e insiste sulla funzionalità educativa dell’arte.

Le chiese, quindi, subiscono continui rimaneggiamenti e trasformazioni sia nelle forme architettoniche che nelle pitture decorative. Con le correnti culturali che continuano ad affluire a Roma si spiegano anche le interpretazioni e le varianti architettoniche dell’antico schema paleocristiano che si manifestano con ampiezze desuete delle navate o delle absidi. Anche la scultura si riduce a mera decorazione architettonica di capitelli, cornici e transenne, che spesso risultano il prodotto di un artigianato scaduto e scadente.

Il mondo antico aveva già conosciuto un’istruzione di tipo superiore soprattutto nel campo del diritto, della retorica e della filosofia ma non le università con la divisione in facoltà, piani di studio ed esami di laurea. A una tale organizzazione non si giunge nemmeno nel basso impero, con l’avvento di scuole pubbliche di diritto in cui insegnavano docenti pagati dallo Stato.

Da corporazioni di studenti a universitas

Le università nascono nel XII secolo: all’inizio erano semplici associazioni di studenti e professori che si presentavano in modo molto simile alle corporazioni di arti e mestieri di professionisti, mercanti e artigiani. Per arrivare alla nascita delle università vere e proprie, queste associazioni da una parte mirarono a ottenere il riconoscimento dell’autorità civile ed ecclesiastica e la concessione di privilegi di carattere giuridico ed economico, dall’altra cercarono di stabilire dei programmi di studio, i compensi per i professori e le modalità di svolgimento degli esami e della laurea. Il termine universitas all’inizio assunse un significato diverso da quello odierno, dato che si indicava solo la struttura corporativa che si occupava di far funzionare anche l’organizzazione didattica.

Dapprima era possibile scegliere tra quattro facoltà, ovvero arti, medicina, teologia e diritto. La prima università europea medievale fu la Scuola medica salernitana: i medici salernitani infatti godevano anche all’estero di grande fama e a loro si attribuiscono numerosi trattati bassati su conoscenze pratiche e sullo studio delle opera classiche della medicina greca e araba: i testi di Aristotele infatti venivano tradotti dal greco in latino proprio a Salerno. Molte erano opere scritte dai docenti per i loro studenti, il che prova l’esistenza di un insegnamento medico che già nel XII secolo presentava un regolare curriculum e uno studio di libri di testo standard.

L’università fondata da Federico II

Nulla è pervenuto del conferimento di lauree prima delle costituzioni dell’imperatore Federico II nel 1231, in base alle quali il candidato doveva aver prima superato un esame pubblico davanti ai docenti della scuola salernitana per presentarsi poi davanti all’imperatore o a un suo rappresentate per ottener e la licenza. L’università a Bologna è nata nell’ambito delle scuole laiche di diritto verso la metà del XII secolo: anche in tale occasione l’iniziativa fu presa da un gruppo di studenti che percepivano il problema di tutelare i propri interessi organizzandosi in forme associative, per cui si formarono dapprima quattro universatates scholarium che poi si ridussero a due.

Quella di Bologna ispirò la creazione di altre università soprattutto nell’Europa meridionale: nel 1222 nacque l’università a Padova, due anni dopo fu la volta di Napoli su iniziativa dello stesso imperatore Federico II che richiamò da Bologna i docenti cercando di attirarvi gli studenti con privilegi economici e con il divieto di recarsi a studiare all’estero. Lo scopo delle manovre di Federico II era quello di assicurarsi il controllo sulla formazione del personale da inserire nell’amministrazione del regno che voleva riformare introducendo leggi molto avanzate.