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La Fossa è quel tratto costiero settentrionale del
comprensorio di monte Gallo che congiunge,
attraverso una sconnessa trazzera, la
torre del Fico d'india al Malopasso,
scenografico luogo dove il rilievo
montuoso precipita a mare in una tra le più
belle coste del bacino del Mediterraneo.
Lunga un paio di chilometri, la Fossa era
già nota a studiosi ottocenteschi,
italiani, francesi e tedeschi, per
l'inconsueto concentramento di Beni
Archeologici, Naturalistici, Botanici e
Biologici, ristretti in un così modesto
areale. I Palermitani e non solo loro,
attendono la trasformazione del felice
luogo in Riserva Marina, ciò per
consentire la conservazione di un
incontaminato lembo di terra e di mare,
alle future generazione, prima della
definitiva cancellazione dell'ex Conca
d'Oro.
Dal punto di vista archeologico la Fossa vanta otto
grotte il cui studio permise la nascita
della Paletnologia Siciliana, grazie alla
scoperta degli utensili di selce e di
ossidiana disseminate negli antri e delle
grosse Patelle
Feruginee, che costituivano lauti
pranzi per le comunità cavernicole. Gli
antri, dai nomi caratteristici, rispondono
al nome di: grotta del Faro, grotta della
Caramula, grotta del Buzzilino, grotta dei
Vitelli, grotta dei Caprari, grotta dei
Vaccari, grotta Perciata e della maestosa
grotta Regina, unico santuario rupestre
punico del bacino del Mediterraneo. Le
grotte sono note poiché per la prima
volta vennero studiate le forme di vita
primordiale e l'utilizzo degli oggetti
litici dei depositi antropozoici. Sui
manuali di preistoria francesi del tempo,
che hanno costituito la preistoria
europea, le grotte di Capo Gallo e la
Perciata in particolare, sono sempre
citate, per la ricchezza e la tipologia
del deposito. Alla luce di queste pur
brevi note, si comprende molto chiaramente
la necessità di istituire il "Parco
Archeologico della Marinella",
proposte già da tempo avanzate
dall'Associazione "Mirto Verde"
e dall'archeologo prof. Sebastiano Tusa,
noto studioso di Preistoria Siciliana e di
Archeologia subacquea
Piccole comunità di età tardo-romana, bizantina
ed araba, dimorarono all'interno della
grotta Regina, enorme e spettacolare antro
ricco di centinaia d'iscrizioni, in parte
tradotte da Benedetto Rocco e di disegni
punici, cartaginesi e libici. Lungo la
fascia costiera cresce la rada macchia
mediterranea, costituita da lecci (Querqus
ilex), da palme nane (Chamaerops
humilis), carrubi (Ceratona
siliqua) ed euforbie (Euphorbia
dendroides e la rara E.
Borzii), qualche macchia isolata di
mirto (Myrtus communis) e di lentisco
(Pistacia lentiscus), mentre il raro
limonio (Limunium panormitanum) spunta a ciuffi dalle rocce ricche di sale.
Qua e là si scorgono ciuffi di camomilla
(Anthemis
maritima), di pendenti capperi (Capparis
spinosa) alle pareti, famiglie di
ferule (Ferula comunis) nel piano e di mandragore (Mandragora autumnalis), dai caratteristici fiori di colore viola
intenso.
La scogliera possiede una particolare rarità,
essendo orlata dal "trottoir
a vermeti" costituita da organismi
viventi, i cui gusci calcarei saldandosi
l'uno a l'altro, crescono, s'ispessiscono
e si protendono verso il mare aperto,
costituendo un "marciapiede"
biologico. I fondali conservano relitti
navali come quello cartaginese trovato di
recente nei pressi della Motomar, anfore
ed ancore di piombo risalenti a numerosi
periodi storici. La biologia marina, pesci
ed alghe, (ma questo lo lascio all'amico
Alberto Romeo) non ha pari in tutto il
bacino del Mediterraneo, tanto da proporre
questo tratto di mare per la creazione
della "Riserva di Isola delle Femmine
- Capo Gallo", divisa nelle tre zone,
"A", "B" e
"C" a seconda delle attività
che vi si possono svolgere e della
protezione da apportare.
Due torri di avvistamento e di difesa, la torre di
Isola del Fico d'india ed il rudere della
torre Mazzone di Gallo, vigilavano su
questi luoghi a difesa di sbarchi
pirateschi e corsari. Di età moderna sono
alcuni fortini della Seconda Guerra
Mondiale che sorvegliavano militarmente il
versante marino verso l'isola di Ustica;
nei pressi del Malopasso si trova l'ex
Faro della Marina Militare, che da anni ci
si aspetta la trasformazione in una
moderna stazione di Biologia Marina.
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