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La costruzione di una nuovo baglio
agricolo o di una villa, prevedeva,
quindi, l'erezione di una propria torre a
difesa dell'integrita' fisica dei
lavoranti e delle derrate alimentari che si raccoglievano nei
magazzini, pronte da spedire nei mercati
della murata citta' di Palermo e
del1'entroterra. Le dieci ville che non
sfuggirono a tale logica costruttiva,
cioe' di abitazione-difesa-magazzino,
agricolo sono: la
villa
Santocanale; la villa De Simone; la
villa Di Matteo; la
villa Castelforte;
la villa Politi; la villa
Mercadante; la villa Verde; la villa
Scalea;
la villa Parisi e la villa Tommaso
Natale. Interessante osservare innanzi
tutto, che esse stesse sorsero sulle
vicinanze di preesistenze di antichi
torrioni di difesa o inglobarono torri
del1'avvistamento e della di fesa, che poi
man mano s'ingrandiranno originando le
ville come oggi noi le osserviamo.
VILLA SANTOCANALE. Fu
edificata sulle preesistenze di un'antica
torre del secolo XVI. Essa era gia' di per
sé difesa dalla cortina del monte Gallo,
ma aveva scoperto i lunghi corridoi
naturali costituiti dalle "portelle"
di Mondello e di Sferracavallo. In caso di
imminente pericolo proveniente dal mare,
era compito dei torrari della
torre della Vuletta della torre
Amari o Dammuso di Gallo, ambedue a
guardia delle marine occidentali ed
orientali, di comunicare alle sottostanti
torri delle Falde, Leone, degli Spagnoli
ed alla torre del Pantano, il messaggio di
pericolo da decodificare e da rimandare ad
altre postazioni. Immediatamente si
passava alle necessarie difese proteggendo
le maestranze agricole, facendole affluire
all'interno della propria torre o
accennando una pur minima reazione, nell'attesa dell'arrivo della squadra dei
cavallari.
VILLA
DE SIMONE.
Tra le piu' interessanti ville del
territorio collese, villa De Simone (un
tempo Achates), la piu' vicina assieme
alle ville Carbone e Di Matteo, alla
marina mondellese e quindi piu' facilmente
attaccabile. Cio' era dovuto al fatto che
nel Seicento il suo firriato si trovava ad un centinaio
di metri dal mare costituito dall'ampia
salina allora navigabile ed i cui
perimetri erano dati dalle attuali vie
Pazienza ad Occidente e Saline ad Oriente.
Villa De Simone poteva contare sulla
vigilanza delle torri appadronate Pilo,
Canazzo e Cagiulano e da quella del Pantano, la cui presenza e accertata da
documenti seicenteschi.
VILLA
DI MATTEO. La
villa Di Matteo (e non Mattei) in caso di
improvvisi attacchi, delegava la difesa ad
oltranza, oltre a1l'attesa dei rinforzi
mandati da Palermo, alle maestranze che vi
lavoravano asserragliate nella poderosa
torre, ancora oggi visibile nel versante
Nord dell'edificio. La Di Matteo non
possedeva a protezione un fitto
sbarramento di opere difensive come
potevano averlo le ville piu' all'interno
della Piana, ma in compenso la sua
principale difesa era quella di sapere
anzitempo 1'avvicinarsi di un pericolo,
grazie ai messaggi coi fani che le
giungevano dalle lontane torri di Ustica,
torre del Fico d'india, di Waldisi e del
Pantano.
VILLA
CASTELFORTE.
La villa ha subito nel tempo
numerosi rimaneggiamenti sino alla forma
attuale. Edificata su preesistenze di un
baglio agricolo con torre, i difensori di
villa Castelforte non perdevano di vista
per un solo istante le due torri montane
del Dammuso di Gallo o torre Amari ad
Ovest e la torre di monte Pellegrino ad
Est, i principali punti di
riferimento della difesa della
Conca d'Oro e della stessa citta' murata
di Palermo. La lunga distanza che oggi
intercorre tra la villa ed il mare,
pensando che poteva essere immune da
attacchi, non deve trarre in inganno il
lettore, poiché pirati e corsari erano in
grado di sbarcare con veloci cavalli ed
operare sanguinosi raids.
VILLA
POLITI -Villa
tra le piu' esposte dell'intera Piana di
Gallo, assieme alle ville Mercadante e
Verde. Essa doveva tenere in conto che gli
attacchi potevano avvenire, oltre che
dal1e due "portelle" di Mondello
e di Sferracavallo, anche dal versante
del1'Acquasanta, allora misero villaggio
di pescatori, abbarbicato alla torre ed
alla tonnara del Monaco, oggi non piu'
esistente perché abbattuta dai Florio,
per 1'ampliamento del Cantiere Navale. I
suoi punti di forza erano: la torre
Giovanni nelle campagne di Pallavicino, la
Niscemi I e la Niscemi II. La prima
s'intravede inglobata nelle stalle di eta'
borbonica della Favorita e la seconda dell'omonima villa, oggi sede
comunale.
VILLA MERCADANTE. La
derelitta villa Mercadante allo ZEN II,
anch'essa trasformata da un preesistente
baglio agricolo con chiesa, pozzi, stalle
e magazzini agropastorali, era in diretto
contatto ottico con le torri Collegio
Romano, Mattaliano, delle Falde, Leone e
con tutte quelle poste lungo la portella"
di Sferracavallo, ovvero la Sferracavallo
B, degli Agostiniani, e la torre
Sferracavallo A, i cui ruderi si possono
vedere alle spalle dell'hotel Bellevue.
Resta sempre ben inteso che la sua torre
difensiva aveva corrispondenza di segnali
con quelle piu' strategiche del
territorio: la torre Billiemi I, la torre
della Vuletta, il Dammuso Gallo e la torre
di monte Pellegrino.
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