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Golfo di Mondello

 

 

 

 

10 ville difese da 30 torri

di Pippo Lo Cascio

 

                         La costruzione di una nuovo baglio agricolo o di una villa, prevedeva, quindi, l'erezione di una propria torre a difesa dell'integrita' fisica dei lavoranti   e delle derrate alimentari che si raccoglievano nei magazzini, pronte da spedire nei mercati della murata citta' di Palermo e del1'entroterra. Le dieci ville che non sfuggirono a tale logica costruttiva, cioe' di abitazione-difesa-magazzino, agricolo sono: la  villa  Santocanale; la villa De Simone; la villa  Di Matteo;  la villa Castelforte;  la villa Politi; la villa Mercadante; la villa Verde; la villa Scalea;  la villa Parisi e la villa Tommaso Natale. Interessante osservare innanzi tutto, che esse stesse sorsero sulle vicinanze di preesistenze di antichi torrioni di difesa o inglobarono torri del1'avvistamento e della di fesa, che poi man mano s'ingrandiranno originando le ville come oggi noi le osserviamo. 

VILLA SANTOCANALE.  Fu edificata sulle preesistenze di un'antica torre del secolo XVI. Essa era gia' di per sé difesa dalla cortina del monte Gallo, ma aveva scoperto i lunghi corridoi naturali costituiti dalle "portelle" di Mondello e di Sferracavallo. In caso di imminente pericolo proveniente dal mare, era compito dei torrari della  torre della Vuletta della torre Amari o Dammuso di Gallo, ambedue a guardia delle marine occidentali ed orientali, di comunicare alle sottostanti torri delle Falde, Leone, degli Spagnoli ed alla torre del Pantano, il messaggio di pericolo da decodificare e da rimandare ad altre postazioni. Immediatamente si passava alle necessarie difese proteggendo le maestranze agricole, facendole affluire all'interno della propria torre o accennando una pur minima reazione, nell'attesa dell'arrivo della squadra dei cavallari. 

VILLA DE SIMONE. Tra le piu' interessanti ville del territorio collese, villa De Simone (un tempo Achates), la piu' vicina assieme alle ville Carbone e Di Matteo, alla marina mondellese e quindi piu' facilmente attaccabile. Cio' era dovuto al fatto che nel Seicento il suo firriato si trovava ad un centinaio di metri dal mare costituito dall'ampia salina allora navigabile ed i cui perimetri erano dati dalle attuali vie Pazienza ad Occidente e Saline ad Oriente. Villa De Simone poteva contare sulla vigilanza delle torri appadronate Pilo, Canazzo e Cagiulano  e da quella del Pantano, la cui presenza e accertata da documenti seicenteschi. 

VILLA DI MATTEO. La villa Di Matteo (e non Mattei) in caso di improvvisi attacchi, delegava la difesa ad oltranza, oltre a1l'attesa dei rinforzi mandati da Palermo, alle maestranze che vi lavoravano asserragliate nella poderosa torre, ancora oggi visibile nel versante Nord dell'edificio. La Di Matteo non possedeva a protezione un fitto sbarramento di opere difensive come potevano averlo le ville piu' all'interno della Piana, ma in compenso la sua principale difesa era quella di sapere anzitempo 1'avvicinarsi di un pericolo, grazie ai messaggi coi fani che le giungevano dalle lontane torri di Ustica, torre del Fico d'india, di Waldisi e del Pantano. 

VILLA CASTELFORTE.  La villa ha subito nel tempo numerosi rimaneggiamenti sino alla forma attuale. Edificata su preesistenze di un baglio agricolo con torre, i difensori di villa Castelforte non perdevano di vista per un solo istante le due torri montane del Dammuso di Gallo o torre Amari ad Ovest e la torre di monte Pellegrino ad Est, i principali punti di  riferimento della difesa della Conca d'Oro e della stessa citta' murata di Palermo. La lunga distanza che oggi intercorre tra la villa ed il mare, pensando che poteva essere immune da attacchi, non deve trarre in inganno il lettore, poiché pirati e corsari erano in grado di sbarcare con veloci cavalli ed operare sanguinosi raids.    

VILLA POLITI -Villa tra le piu' esposte dell'intera Piana di Gallo, assieme alle ville Mercadante e Verde. Essa doveva tenere in conto che gli attacchi potevano avvenire, oltre che dal1e due "portelle" di Mondello e di Sferracavallo, anche dal versante del1'Acquasanta, allora misero villaggio di pescatori, abbarbicato alla torre ed alla tonnara del Monaco, oggi non piu' esistente perché abbattuta dai Florio, per 1'ampliamento del Cantiere Navale. I suoi punti di forza erano: la torre Giovanni nelle campagne di Pallavicino, la Niscemi I e la Niscemi II. La prima s'intravede inglobata nelle stalle di eta' borbonica della Favorita e la seconda dell'omonima villa, oggi sede comunale. 

VILLA MERCADANTE. La derelitta villa Mercadante allo ZEN II, anch'essa trasformata da un preesistente baglio agricolo con chiesa, pozzi, stalle e magazzini agropastorali, era in diretto contatto ottico con le torri Collegio Romano, Mattaliano, delle Falde, Leone e con tutte quelle poste lungo la portella" di Sferracavallo, ovvero la Sferracavallo B, degli Agostiniani, e la torre Sferracavallo A, i cui ruderi si possono vedere alle spalle dell'hotel Bellevue. Resta sempre ben inteso che la sua torre difensiva aveva corrispondenza di segnali con quelle piu' strategiche del territorio: la torre Billiemi I, la torre della Vuletta, il Dammuso Gallo e la torre di monte Pellegrino.     

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