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Per i torrari della torre del Fico d'india la raccolta di patelle, di trochidi e di muricidi, era una pratica consolidata, alla luce della scoperta di interessanti reperti archeologici, malacologici e ceramici rinvenuti ai piedi della torre. Sono stati infatti individuate numerose specie malacologiche appartenenti a dodici generi differenti, gasteropodi che costituiscono gli abituali ospiti del Piano Sopralitorale (patelle), del Piano Mediolitorale (monodonte, gibbule e columbelle) e del Piano Infralitorale (fasciolarie coriallofile), la cui massima profondità, raggiunge i -20 metri. E' altresì accertato che i torrari facevano costante uso del pesce fresco, ad integrazione della loro alimentazione farinacea scarsa di apporti proteici, come ‚ stato di recente evidenziato durante l'indagine archeologica condotta per la torre Amari o Dammuso di Gallo, torre arroccata in cima all'omonimo monte a Partanna Mondello (Palermo). La tradizione storica della pesca del territorio mondellese, attesta una grande diffusione dell'attività marinaresca particolarmente viva sin dal lungo periodo della preistoria e della protostoria. Dall'Età del Rame provengono infatti diciotto pesi da rete portati alla luce durante gli scavi al villaggio capannicolo di Valdesi (Palermo), posto lungo l'attuale viale regina Margherita, l'arteria che dal Parco della Favorita conduce a Mondello. I reperti testimoniano sia l'utilizzo di una tecnica molto articolata per la cattura di pesci anche di acque profonde, ma soprattutto la grande capacità e i progressi compiuti dall'uomo già 3.500 anni prima della venuta di Cristo. Sulla lunga e sperimentata tradizione della pesca nell'Isola delle Femmine, sembra non esservi alcun dubbio dato che essa affonda le radici in età punico-romana come è stato accertato per la presenza delle note vasche per la preparazione della ricercata salsa del garum. La tradizione continuerà in età normanna con il grande impianto della tonnara menzionato da una concessione del 1176, che lo indicava attivo centro marinaro e della lavorazione del pescato, " ... in insula quae dicitur Fimi, prope portum Galli ...". Anche i luoghi limitrofi alla torre Molinazzo sono stati prodighi di scoperte archeologiche che hanno avuto attinenza con la pesca e con il mondo dell'antica marineria. Nell'area antistante la torre sono stati infatti rinvenuti resti di banchine e di magazzini pertinenti ad un piccolo centro marinaro, le cui più antiche tracce risalgono tra il I ed il II secolo d. C. Per quanto attiene al problema della datazione dei pesetti da rete, non essendovi alcun possibile confronto, potrebbero essere pertinenti ai secoli XVI-XVIII, periodi di intensa frequentazione delle torri e coeve quindi alle ceramiche che in questi ultimi anni vengono per la prima volta studiate e minuziosamente descritte.
Esclusi i pesetti provenienti dalla torre Nubia, dalla caratteristica forma a "sigaro" e che presentano una colorazione ceramica superficiale tendente al grigio ed al nero con grossi inclusi, la maggior parte dei pesetti da rete sono di argilla di colore rossiccio poco depurata, talcosa, di fattura dozzinale, con inclusi nerastri e piccoli fori nella parte interna ed esterna. Di scadente cottura, hanno forma pressoché tondeggiante e sono stati tutti modellati a mano, come si evince dalle numerose tracce di impronte digitali.
Dall'analisi di trentuno frammenti di pesetti, rotti esattamene nella mezzeria, è stato possibile ottenere alcune considerazioni tecniche e risalire al loro originario peso: uno pesa gr. 120, pari al 3% del totale; tre variano tra i gr. 76 e i gr. 72, equivalente all'11%; altri tre variano tra i gr. 68 e i 64 (11%); quattro sono di gr. 60 (14%); cinque tra i gr. 56 e i 52 (18%); dieci tra i 48 e i 40 grammi (36%) ed infine due pesano rispettivamente grammi 36 e gr. 28 (7%). La variegata casistica dei diametri dei fori passanti, da mm. 20 a mm. 10, attesta un utilizzo di differenti sezioni di corda, strettamente legate alla lunghezza totale delle reti da costruire e quindi da impiegare in mare aperto; la sezione della corda era ed ‚ in stretta correlazione con il tipo di cattura che si voleva effettuare ed in funzione della stagione di pesca. La tavola allegata mostra le caratteristiche tipologiche e le dimensioni di ciascun frammento ceramico ritrovato a Isola delle Femmine rappresentati dalla lettera "A", alla torre Molinazzo dalla lettera "B", alla torre del Fico d'india dalla "C" ed alla torre Nubia dalla "D".
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