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Le
più antiche testimonianze di Valdesi, si
riferiscono all'Età del Rame, periodo
che si fa risalire a 3.500 prima della
venuta di Cristo, grazie alla scoperta
della necropoli "Valdesi"
al Giusino, una vasta area cimiteriale,
in parte distrutto per la “colmata” del
Pantano di Mondello, localizzata tra le
località Anfossi e la fascia pedemontana
del Pellegrino. Il sepolcreto, composto
da una serie di tombe "a forno"
appartenenti alla facies
culturale della “Conca d'Oro”, ha tra le
più interessanti, quella di via
Persefone, venuta alla luce nel 1970,
durante le fasi di sbancamento per
l'edificazione di una villa della
villeggiatura estiva. Benché oggi
parzialmente distrutta, ma con una
tipologia ben “leggibile”, la tomba
aveva un corredo funerario costituito da
otto boccali e da alcuni vasetti
fittili, che riconducono alle tombe a
pozzetto, ad una o più grotticelle,
tipiche di quel periodo della preistoria
dell’umanità
.
Un’altra isolata tomba è stata scoperta
in via Colonia Marina, sempre in
territorio di Valdesi, dove l’indagine
archeologica ha portato al recupero di
materiali fittili consistenti in vasi
con vistose tracce di ocra rossa, un
pigmento naturale utilizzato per
camuffare il pallore del corpo del
defunto
.
Un’interessante sito, ma non facilmente
visitabile, si trova all’interno dei
naturali ingrottati posti nella falesia
occidentale del Pellegrino, in località
la Montagnola. Si
tratta di una necropoli rupestre,
indagata con l’ausilio di una squadra di
alpinisti
,
che l’hanno raggiunta con l’ausilio di
corde dalla cima del rilievo ed hanno
recuperato un grande tesoro ceramico.
Tra i materiali salvati, tutti
appartenenti alla media Età del Bronzo
alle culture di Castelluccio e del
Milazzese, figurano alcuni vasi, olle,
coppe, pithos, ciotole e numerose
lame di selce e di ossidiana. Di età
storica é invece una tomba punica con
ingresso monumentale, preceduto da un
lungo dromos con tredici scalini
scavati nella calcarenite. Il
sepolcro è stato rinvenuto negli anni
'70 del Novecento da Francesca
Mercadante e dallo scrivente,
all'interno di una moderna villa in
costruzione in via Lugano in località
Anfossi
.
Dalle notevole dimensioni e con due
ambienti sotterranei di cui uno con
lettuccio funebre, probabilmente si
tratta dell’ultima dimora di un
guerriero o di un nobile cartaginese o
comunque di un importante personaggio
Nord - africano.
Sono purtroppo scarse se non addirittura
inesistenti le notizie storiche e
bibliografiche d’età medievale e
rinascimentale. Anche per il Sei -
Settecento non si hanno molte conoscenze
di vita
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