Storia e Preistoria

 

 

 

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La Torre del Fico d'india

di Pippo Lo Cascio

 

  
Le ricerche negli archivi di Palermo, mi hanno permesso di recuperare numerosi documenti, particolarmente interessanti, della prima metà dell’Ottocento della Torre di Mondello, altrimenti nota con l’antico nome di Torre del Fico d’india. E’ la storia di una controversia tra due concorrenti per l’affitto di pezzo di terra confinante con la torre senatoriale, dove Antonino di Piazza, uno dei torrari dell’edificio militare, coltivava (guarda caso) i fichi d’india e non intendeva certamente cederlo ad un nuovo arrivato, tal Giuseppe Alaimo. Ci troviamo in un periodo storico di grande rilassamento, ovvero alla fine di un’aspra guerra durata alcuni secoli tra Cristiani e Musulmani e che terminerà tra qualche anno con la presa e la distruzione da parte dei Francesi di uno dei più grandi covi pirateschi del Mediterraneo: Algeri.   

 La torre del Fico d’india fu edificata nel 1445 per volere del Senato di Palermo, in seguito al perdurare degli attacchi pirateschi portati al villaggio di Mondello ed all'entroterra del Piano di Gallo. Il piccolo "scaro", il porto ben riparato dai venti, il medesimo che attualmente è visibile nel versante occidentale del Golfo, era quello che subiva maggiori pressioni con continui attacchi navali pirateschi. Dopo un accurato studio topografico da parte degli strateghi del tempo, la scelta dell'edificazione di un luogo forte, cadde su un modesto promontorio a dominio della Fossa del Gallo e del Golfo di Mondello, eminente luogo dove, "... s'alza un sasso molto difficultuoso a montarvi sopra (...) per la guardia della propria punta e chiamata Mondello ... ".

  A. S. Pa (Archivio di Stato di Palermo (Gancia), Intendenza di Palermo, busta 918, anno 1843

 23 agosto 1843
Supplica del custode della Torre di Mondello al Pretore di Palermo

Eccellenza
E’ a me ricorso Antonino di Piazza antico custode della Torre di Mondello, poiché gli si vuole togliere quel pezzetto di terra attaccato alla medesima Torre da lui coltivata a fichi d’india. Mi fo pregio trasmettere qui anche su la di costui supplica affinché si piaccia manifestarmi quanto occorre su tale istanza
.

  14 ottobre 1843

Eccellenza
Una offerta mi fu presentata da un certo Giuseppe Alaimo, il quale domandava ad enfiteusi un pezzetto di terreno attaccato all’antica torre di Mondello appartenente al Senato, pagandone il canone d’onza una e tarì dieci all’anno. Io volli su tale offerta sentire il Senatore della Sezione Molo, il quale attinte le debite informazioni dal locale Eletto, riferì, che lo apprezzo dato del Perito rusticano, può stabilirne il canone per onze due ann.li (annuali) il sudetto Alaimo pero sostiene la sua dichiarazione con la quale contatasi di pagare lo stabilito canone onze due regolando in tal guisa la prima sua offerta.

Essendo in questo punto le cose, mi pervenne il pregevole officio di V. E. del 23 agosto d.to (detto) n. 5313 (è il protocollo) con la supplica di Antonino di Piazza antico custode della torre di Mondello, il quale domanda di non togliersi a lui il pezzetto di terra di cui trattasi.

Il Senatore anzidetto concorre nel mio divisamento di non doversi lasciare ulteriormente il di Piazza nel possesso gratuito del terreno molto più che in compenso de’ suoi servigi prestati al Senato come torraro, gode egli un corrispondente assegnamento, io però nella concorrenza giudicava di essere preferibile sopra il primo offerente Alaimo, quante volte ne avesse pagato lo stesso canone onze due.

Al di Piazza addiveniva con effetto di pagare annualmente tale somma, ma prima di giungermi l di costui dichiarazione, si è a me presentato Alaimo, con carta di lui sottoscritta, si contenta corrispondere il censo di onze due e tarì quindici avendo così aumentato di altri tarì quindici la propria offerta e quella del ricorrente di Piazza.

Io nel rassegnare all’E. V. tutte le esposte circostanze crederei all’E. V. non sarà per giudicare diversamente, di pagarsi le carte in Decurionato, onde procedersi nei modi di legge alla censuazione del terreno di cui trattasi

Il Pretore

Marchese di Spedalotto       


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