Storia e Preistoria

 

 

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MESSAGGI DI FUOCO E DI FUMO TRA IL CAPO GALLO E LA ROCCA DI CEFALU'

di Pippo Lo Cascio

 

teatro della vita passata, consente un esatto recupero della memoria e questo in ogni caso è innegabile. Poche e frammentarie sono state sino ad oggi le notizie storiche sulla prima fase dell’antropizzazione delle Piane di Gallo e dei Colli, vaste aree ad Occidente della città di Palermo. Non migliore sorte ebbero nell’età medievale ed in quelle rinascimentale e post-rinascimentale, poiché giudicate dai documentaristi, aree di scarso interesse archeologico e monumentale. La colpa era attribuita al perdurare delle febbri malariche dei pantani, che ne tenevano gli uomini a debita distanza. Fantasia. Pura fantasia in parte demolita dalle scoperte archeologiche ed archivistiche. Nella maggior parte dei casi, uomini e vicende sono ancora avvolti da fumose ed inestricabili “si dice” e “si narra”, notazioni che a poco o a nulla servono per l’identificazione, per il ruolo da loro svolti, per l’apporto economico, culturale e sociale di una collettività, più o meno grande o più o meno importante che essa possa essere stata. Non possedere o ancor peggio, sconoscere le proprie origini storiche è come non avere una propria identità, è come non riconoscere il ruolo svolto dai propri simili, con la peggiore prospettiva di avere un futuro ancora più incerto. Lo scrivente, da anni, studia il modo di carpire i segreti del proprio territorio al fine di compilare “una storia” che possa comprenderne le origini, in parte indagate nell’Ottocento, la lunga età storica che ha visto le Piane e i monti circostanti svolgere un ruolo non secondario nella vita economica di Palermo, sino a giungere a quella moderna con le sue coreografiche ville del Settecento e le numerose ed austere torri militari, che svettano in punti strategici. Tra i tanti “nodi da sciogliere” era il messaggio dei fani, inviato dai torrari  dall’astracu delle torri; sapere come quegli effimeri segnali di fuoco e di fumo venivano “letti” ed interpretati dai lontani osservatori. Ecco una breve sintesi di tali risultati. 
Uno dei più decisivi e suggestivi miglioramenti apportati alle comunicazioni ottiche per mezzo di fuochi, si ebbe probabilmente dal XVIII secolo, con l'invio di messaggi codificati, ben distinti tra loro, che viaggiavano attraverso canali di segnaletica preferenziali sfruttando la conformazione morfologica del territorio. Da un recente studio sulla storia delle comunicazioni visive e sulle loro applicazioni, é emerso un interessante spaccato di tali vie privilegiate. La scoperta non é solo attribuibile agli studi topografici e cartografici, ma anche alle applicazioni pratiche, grazie alle prove dirette compiute sul territorio. Il fenomeno delle vie preferenziali é stato osservato e studiato tra le torri dell'area palermitana e trapanese, ma la tecnica é applicabile similmente in qualsiasi luogo. Lo studio ha interessato alcune torri del monte Gallo, ad Occidente di Palermo, sulle cui cime Continua

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