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si
trovano, in ottima posizione strategica,
la torre Mazzone di Gallo,
la torre Amari o Dammuso di Gallo
e la torre della Vuletta,
tutte e tre appollaiate sulla tormentata falesia
del Malopasso.
L'individuazione dei due canali
preferenziali per l'invio dei messaggi in
codice, denominati di "lunga" e
di "corta comunicazione", ha
permesso di comprendere, per esempio, il
perché della presenza di più torri, a
vista tra di loro,
in uno spazio relativamente breve e della
distinzione delle due vie a seconda del
capolinea e delle persone cui era
destinato il messaggio visivo. La costa
Nord-occidentale, per la buona riuscita
del servizio di "lunga" e di
"corta comunicazione", aveva una
stazione intermedia, in altre parole uno
dei punti ottici di ricezione e di
smistamento, proprio sul monte Gallo, in
posizione equidistante tra i due rilievi
protèsi verso il mare aperto, San Vito Lo
Capo (Trapani) ad Ovest e la cittadina di
Cefalù ad Est. Nella "lunga
comunicazione" il messaggio inviato,
per esempio, dalla torre dell'Usciere
o dalla torre Impiso
di San Vito,
dopo un avvistamento di legni nemici in
avvicinamento, riusciva ad essere
interpretato molto chiaramente e in
pochissimo tempo trasmesso sino ad una
distanza di circa 140 chilometri, che é
quella che intercorre tra il paese
marinaro trapanese e la cittadina normanna
all'ombra della Rocca. Il messaggio doveva
però essere necessariamente decodificato
e rinviato dai torrari
del Mazzone di Gallo, essendo il Capo il
punto più avanzato nel mar Tirreno della
Sicilia Nord-occidentale.
Con
il sistema della "lunga
comunicazione" nel volgere di qualche
ora, tutta la costa fra Trapani e Messina
veniva allertata del pericolo di sbarchi
pirateschi avvistati o sbarcati nel
lontano paese di San Vito; quindi, si dava
il tempo necessario alle staffette dei cavallari
ed alle truppe di terra per contrapporre
le necessarie difese permettendo alle
popolazioni
Continua
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