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Anche
il Castelli, nel suo Dizionario enciclopedico siculo del XVIII secolo, fa riferimento ad
un fano
di "lunga comunicazione",
avvenuto nel 1657 tra l'isola di Malta e
Messina:
Il Gran Maestro Redin che governava da Presidente
del Regno, in Sicilia, commemorando in
Messina l'anno 1657 per mezzo di fani fu
avvertito d'essere asceso al magistero
dell'ordine Gerosolomitano, dopo ore
quattro dalla elezione fatta in Malta.
Data
la grande distanza tra la Sicilia e Malta,
si dovette sicuramente ricorrere a
battelli d’avviso, organizzati a
trasmettere il segnale-messaggio che
sarebbe "rimbalzato" dalle acque
del Mediterraneo alle prime torri costiere
ragusane e da lì avrebbe proseguito sino
a Messina, canalizzato attraverso un'altra
via di "lunga comunicazione". Numerosi
fani
accesi nei punti più alti dell'isola
d’Ustica furono avvistati a Palermo in
occasione del sanguinoso attacco corsaro
dell'agosto 1762. Purtroppo i soccorritori
non riuscirono a salvare le genti del
luogo a causa di non chiari indugi
all'atto di salpare.
Sostenute gli Usticani 18 ore
di attacco, la sera fecero cinque fuochi
per avvisare in Palermo il numero dé
legni nemici, che infestavano quel mare
chiedendo aiuto nel loro pericolo (...).
Arrivò in Palermo tale avviso recato da
un Usticano fuggito con picciola
barchetta, confermato dai fuochi, che
facevano quei miseri; onde ordinò il
Signor Viceré, che subito partissero le
Regie Galere, e Galeotte, ed una Tartana
bene armata.
Siamo
in possesso di documenti su un uso di
comunicazioni con i fani
da torri "appadronate", dette
anche "di particolari" o
"private", edifici fortificati
fatti costruire da privati cittadini per
difendere le maestranze ed i loro beni
agro-pastorali o marinareschi:
Quanto alle torri appadronate,
e guardie, che altri pongono, e pagano
oltre quelle della Deputazione, il
Commessario Generale farà istanza, e
d'ordine nostro provvederà, che
ciascheduno mantenga ordinatamente il
dovuto, e necessario numero di guardiani
sufficienti, oltre quelli che
straordinariamente al tempo dell'estate, e
per sopravegnenti occasioni sogliono, e
deon essere aggiunti, facendo esso
Commessario di parte nostra ingiunzione 'a
Giurati, Baroni, e padroni de' luoghi, a
cui carico stian tali guardie, e a lor
Gabelloti, Inquilini ed anco alli
Gabelloti, ed Inquilini degli
Ecclesiastici sopposti a questo peso di
somministrar la spesa necessaria per il
pagamento di essi Guardiani, e per la
riparazione, e provisione delle Torri, e
luoghi, ch'essi hanno cura di far
guardare, e provvedere; talché non cessi,
né s'interrompa l'instituita
corrispondenza universale e delle
negligenze, e contravvenzioni, che
ritroverà, porti a noi relazione. (Ordinazioni
del Conte
di Olivares, 28 aprile 1595).
L'Ordinazione
dell'Olivares, secondo lo storico
settecentesco Rosario Gregorio, scaturì
dopo l'incarico dato all'assai
valente ingegnere militare Camillo
Camigliari (sic !) di compiere il
periplo attorno alla Sicilia.
Lo scopo era di fornire un dettagliato
studio
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