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"Tra
i tanti disegni rinvenuti sulle pareti
della Grotta Regina (....) la
nave (...) è estremamente importante perchè, oltre ad impinguare la scarna
documentazione sulle navi cartaginesi
pervenute sino ai nostri giorni,
a tutt'oggi, l'unica figurazione di
una nave da guerra punica, degna di questo
nome, rappresentata nella sua interezza." Con queste parole il
professor Piero Bartoloni, sulla Rivista
di Studi Fenici del 1978, comunicava al
mondo scientifico l'acquisizione di una
grande scoperta archeologica. Bisogna però
dire che gli studi su questa celebre
grotta risalgono al 1968, anno in cui
furono individuate sulle pareti alcune
iscrizioni con caratteri punici databili
dal V al III secolo a. C., periodo in cui
la nostra provincia fu interessata dalle
vicende storiche che vanno dal 480 a. C.,
anno della disfatta cartaginese ad Imera,
al 241 a. C. data che segna la fine della
I Guerra Punica. Da allora Mondello e la
Grotta Regina vengono citate
frequentemente sui testi di archeologia e
di storia, per il semplice fatto che
continua a sbalordire per le sue scoperte:
oltre a possedere l'unica raffigurazione
di nave da guerra punica, la grotta, per
la grande quantità di preghiere e
suppliche, è infatti anche l'unico
santuario rupestre cartaginese scoperto
nel bacino del Mediterraneo. Eppure questa
grotta, ubicata nel nostro territorio è
poco nota alla maggior parte degli
abitanti, essendo priva di cartelli
turistici per la fruibilità e mai
inserita in alcun tour cittadino,
rappresenta, invece, un punto di
riferimento non solo per gli epigrafisti
che hanno cosi arricchito il vocabolario
della lingua punica, ma soprattutto per
archeologi e storici che hanno aggiunto
conoscenze su questo popolo di naviganti.
Continua
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