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E'
da ricordare inoltre che il
"fenomeno" Grotta Regina ha
avuto la capacità di coinvolgere
centinaia di migliaia di persone, come „
avvenuto a Venezia alla mostra "I
Fenici" tenutasi a Palazzo Grassi nel
1988. Certo che se questo fiume di persone
venisse a Mondello a vedere di persona....
La Grotta Regina si apre alla quota
di mt. 130 s.l.m. in località Marinella
alla "Fossa del Gallo", alle
pendici Nord-orientali di Pizzo Coda di
Volpe, in posizione dominante un vasto
anfiteatro roccioso e la distesa marina. A
poca distanza ed a quote più basse si
trovano altre vaste cavità naturali (la
grotta delle Vitelle, Perciata, del
Capraro e quella dei Vaccari) che hanno
restituito abbondanti industrie del
Paleolitico Superiore (10.000 anni), oltre
a materiale ceramico che va dal Neolitico
all'età del Bronzo (3.000-1500 anni fa
ca.). La caverna consta di un unico
vastissimo ambiente (lunga m. 50, larga m.
20, alta m. 15) ed il cui ingresso rimane
nascosto alla vista del visitatore che
percorre la stradella privata, in proprietà
Vassallo, seguendo la linea di costa in
direzione ed ex Faro. La grotta raggiunta
non senza difficoltà per un irto sentiero
in mezzo ad una residua
ma intricata macchia mediterranea
ad euforbia (Euphorbia dendroides) e palma nana (Chamaerops humilis), si mostra con un enorme ingresso e con la parte
centrale occupata da giganteschi massi
staccatasi dalla volta. Tra i disegni più
belli, oltre naturalmente la celebre ed
unica nave (ve ne sono altre disegnate in
atto di essere varate), sono da ricordare
anche un bellissimo guerriero cartaginese
con elmo, due cavalli di cui uno finemente
bardato, un orso, un'aquila, un uccello
marino, un cane ed un avambraccio con un
serpente attorcigliato. Interessante e
suggestiva risulta l'ipotesi avanzata da
monsignor Benedetto Rocco circa la
rappresentazione delle navi connesse con
l'avambraccio
che avrebbero tra loro uno stretto
rapporto: si tratterebbe della
raffigurazione della festa del Navigium
Isidis che si svolgeva a Corinto e
connessa con un'iscrizione isiaca
soprastante. Per quanto attiene alle
iscrizioni, ve ne sono diverse meritevoli
di essere citate. Tra tutte se ne segnala
una ubicata sulla parete di sinistra (in
mezzo ad alcune abrase e cancellate) e
consta di due righe con caratteri evoluti
(neo-punici) che tradotta dice: NON
DANNEGGIATE IL PODIO CHI CANCELLA SIA
MALEDETTO ! Tra i tanti fedeli che
frequentavano il santuario, c'era chi,
evidentemente, si divertiva a cancellare
gli "avvisi" e danneggiare
l'arredamento o le suppellettili compreso
il podio per le cerimonie religiose. Con
la maledizione lanciata contro l'eventuale
contravventore i sacerdoti speravano di
arginare un malcostume che non risparmia
neanche il nostro secolo.
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