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Individuare a Partanna, a Mondello o a Valdesi, il "nodo di Salomone", sempre una grande emozione graffito o dipinto su alcuni muri perimetrali. Le antiche recinzioni che delimitavano i casalini di et settecentesca e che ricalcavano per lunghi tratti i firriati delle ville nobiliari della villeggiatura estiva, sono stati i "fogli" preferiti da anonimi amanuensi e che hanno tracciato pagine della storia pi recente del nostro territorio. Il "nodo di Salomone" un simbolo magico - religioso che ha alle sue spalle una lunghissima storia, la cui data di origine, per il mondo ocidentale, si deve ricercare in et romana e specificatamente in quella agustea. E' questo uno dei segni, assieme alla svastica, tra i pi diffusi e quindi conosciuti e che poi furono riprodotti in ogni latitudine dalle diverse confessioni religiose. E' infatti riconosciuto quale simbolo pagano, paleocristiano, ebraico, barbarico, medievale e rinascimentale ed naturalmente diffuso nell'inconografia europea ed ha avuto particolare risalto anche nelle culture africane, amerinde ed asiatiche. La peculiarit del segno quella di affascinare l'osservatore per l'armonia e la sinuosa composizione, per il cromatismo dei fasci concatenati e per la molteplicit d'uso; se poi s'indaga pi attentamente, lo si pu ritrovare nei luoghi pi disparati: tra i corredi funerari barbarici, nei codici miniati trecenteschi, nei pavimenti musivi dei complessi della basilica di Aquilea e in quelli di Betlem. Sebbene abbia avuto nel tempo tanto lustro e storia, oggi in Sicilia u gruppi ri Salumuni, pressoch un simbolo sconosciuto alla maggior parte della gente, anche se in alcuni quartieri cittadini, spiccano prepotentemente tra i tanti segni incisi in vecchi e cadenti pareti, che fanno da cornice a dediche alle divinit, alle preghiere, agli autografi o ai messaggi dedicatori, lasciati da anonimi grafomani.
Ma che cos' in fondo il "nodo di Salomone"?
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