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TOPONIMI e INCULTURA

di Pippo Lo Cascio

    
"I nomi antichi delle strade sono come i titoli dei capitoli della storia della città e vanno perciò rispettati e mantenuti quali monumenti storici". Partendo da quest'assunto dello storico tedesco Gregoriovius, è facile comprendere il "taglio" di quest'articolo, poiché anch'io protendo per la difesa della storia dei luoghi e condanno fermamente la dilagante ignoranza dei topografi, che usano "appiccicare" i nomi alle pubbliche vie, senza alcun criterio e logicità, oppure cosa ancora più grave, perché magari risulta più "orecchiabile". 
Qualche esempio su tutti? Il nome della piazza Ucciardone è stato incredibilmente trasformato con un solo colpo di mano, in "piazza della Pace", trasferendo nel dimenticatoio anni di storia palermitana, come a volere a tutti i costi rompere ogni legame culturale con il nostro recente passato. Certo anche noi siamo cittadini che amano la pace, aborriamo le guerre, ma crediamo che non era il caso di rafforzare tale sentimento, già di per sé molto forte e sentito da una moltitudine di persone. 
Per il prossimo futuro siamo certi che non ci lasceremo imporre certi nomi e che chiederemo a gran voce di essere consultati sulle scelte. Per lo scrivente, come del resto per tantissimi Palermitani, quell'ampio spazio dove nel Seicento avevano luogo le impiccagioni dei criminali, l'ultimo lembo di terra dove sfociava il rio Lisciandrone, il luogo dove è oggi ubicato il noto carcere cittadino, il prato dove si raccoglievano les chardon (i cardi spinosi per le bestie da soma), è, e sarà sempre la "piazza Ucciardone". Ci dispiace di non condividere le scelte dell'ex sindaco Orlando e di padre Turturro, che hanno pilotato la trasformazione del toponimo. 
Così è anche il caso del toponimo Z. E. N., che qui riporto volutamente l'originale denominazione del luogo, ovvero "Zona Espansione Nord", espressione colorita che da l'idea del sopravanzare dell'antropizzazione della città verso Settentrione e le Piane di Gallo e dei Colli, in direzione delle due Portelle di Mare di Mondello e di Sferracavallo. Scollegato con la storia del territorio e con la cultura del quartiere è un invece l'anonimo "san Filippo Neri", nome con cui si vorrebbe chiamare il quartiere, balzana idea "calata dall'alto" e partorita da chi sconosce la storia del comprensorio e le vicende insediamentali a partire dal tardo medio Evo in poi. Si è già creato così un vero e proprio scollamento tra la storia del territorio e la gente che vi abita, poiché essa stessa non ne riconosce le radici. Avremmo potuto comprendere la denominazione "quartiere dei Colli" oppure "quartiere Gallo" o "quartiere Raffo" o "quartiere Mercadante" o "quartiere Pescia", a ricordo queste ultime, delle tre vicine ville del Sei-Settecento che hanno fatto la storia del luogo; se invece si fosse voluto rimanere in tema religioso, quale nome più idoneo non sarebbe stato, ad esempio, "quartiere san Nicola" a ricordo della chiesa e della casa di riposo innalzate nel Settecento dai PP. Gesuiti, oppure "quartiere san Gabriele", data la vicinanza con l'omonimo fondo agricolo, in completo stato di abbandono? I burocrati e i politici resteranno delusi, poiché per la gente che lo abita e che quotidianamente lo vive, il suo nome sarà sempre e comunque per tutti, "quartiere Z. E. N. ".
Parlando poi in particolare dei luoghi a noi più vicini, ovvero di Partanna, Mondello, e Valdesi, salta subito agli occhi, ad esempio, la trasformazione della "via Casuzze", in una scialba ed asettica via Timeo. La via Casuzze aveva alle sue spalle una storia, era il ricordo, anche se zona degradata, povera, con una serie di casupole (casuzze), della periferia del settecentesco villaggio partannese. Dopo tali trasformazioni le nuove generazioni non sapranno mai che in quella arteria esisteva una realtà degradata, un pezzo della storia locale, poi cancellata a causa di uno stupido burocrate comunale, che ne ha deciso la trasformazione e quindi la morte storica. Sino a qualche anno fa esisteva la via Canonico, piccola strada senza uscita della via Ciane a ricordo dell'esistenza di un ecclesiastico che in quei fertili luoghi aveva impiantato un orto, dopo l'avvenuta bonifica del Pantano. Il nome della via è stato inspiegabilmente sostituito con l'anonima "via Dafne", (una ninfa innamorata di Apollo (???); il cortile Santocanale, ha ceduto il passo alla via Eolo; la via Castelforte Sperone, è oggi solo la via Castelforte (si va pure al risparmio); la via Santa Rosalia, è diventata via Esperia (figlia di Zeus e di Temi) (???);
la via Marina a Mondello è divenuta la via Fortuna (antica divinità romana preposta alla buona ed alla cattiva sorte) (sic !). Ma che centra !!! La prima aveva una giusta collocazione, tanto che i Mondellesi continuano a chiamarla ancora "strata marina".
Vada solo per la "via della Parrocchia", la strada principale di Partanna, divenuta via Lorenzo Iandolino, il nome del parroco a cui è stata intitolata e che s'identificò con la collettività e che per 50 anni guidò i fedeli in momenti davvero tristi e difficili con carestie e con guerre.
I topografi devono smettere la loro catastrofica ed ingombrante attività d'imporre nomi mitologici o di divinità, (come le vie Agamennone, Ciane, Nettuno, Orfeo, Diana) o di fiori (Geranio, Glicine, Garofalo, Tuberosa, Iris) o di nobili (principessa, Jolanda e Mafalda, Regina Elena), toponimi che hanno invaso prepotentemente il nostro territorio. Risulterebbe molto più semplice sfogliare qualche libro di storia ed avere così le risposte più immediate. Perché non dare a vie e a piazze i nomi di personaggi che hanno contribuito a fare la storia dei luoghi? La risposta è semplice: perché gli addetti ai lavori non li conoscono. 
Tra i primi nomi che mi saltano subito in mente da proporre e che potrebbero essere presi in seria considerazione, vi sono i colonizzatori della Piana di Gallo che furono Mastro Gaddo da Nubula, il ricco Pietro Speciale, il notaio Fazio dei Fazio, che alla metà del Quattrocento si stanziarono e lavorarono le terre dove oggi sorgono le borgate di Partanna, San Lorenzo e Tommaso Natale; Il principe Girolamo Grifeo e la consorte Laura La Grua, che materialmente fondarono il borgo di Partanna; gli ufficiali e i soldati partannesi che persero la vita nelle Due Guerre Mondiali: Alaimo, Cimino, Giammetta, Mercadante ed altri ancora, potrebbero prendere il posto di anonime vie, che sono anni luce distanti dalla nostra storia e dalla realtà territoriale. 
Fortunatamente i burocrati non hanno "messo le mani" sopra alcuni toponimi ritenuti "sacri" per il nostro territorio, che lo identificano e lo caratterizzano. Ricordiamo tra tutte le vie Catalano, Carbone, Cavarretta, Santocanale, Pazienza, Saline, Bignardelli a Partanna; Terza Compagnia, Pilo e Piano di Gallo a Mondello; Mattei, Martini, Donna Vita, Scaglia, Buffa e Marinai Alliata, a Valdesi.
Le nuove generazioni del comprensorio, se hanno già seri problemi ad identificare i propri luoghi natii con ridicoli nome di divinità greco-romane, passata poi una sola generazione (appena 25 anni), non sapranno mai localizzare i toponimi già utilizzati dai loro stessi genitori (non parliamo poi dei propri nonni). 
Chi li ricorda? Facciamo una piccola inchiesta. Fateci sapere se li avete riconosciuti o se avete altri toponimi da suggerire, comunicando le vostre impressioni al nostro sito. Vogliamo fare qualche esempio:
Cavallacci - (Cavaddazzi) è l'ex via Mattei, così detta perché essendo posta all'estrema periferia dell'allora villaggio, era utilizzata come discarica pubblica ed anche luogo dove si abbandonavano le carcasse degli equidi. Insomma il cimitero degli animali. 
Pirrirazzi - un tempo con tale nome era designata l'areale tra le vie Saline e Giunone, noti a tutti perché vi abitava il dottor Reyes, che aveva attenzione per tutti ed era disponibile in qualsiasi ora del giorno e della notte. I Partannesi si ostinavano a chiamarlo "dottor Rex".
Firriateddu - (piccolo firriato), è l'ex luogo tra le attuali vie Fragapane, Russo e Antigone che girava (firriava) attorno a villa Partanna, la villa settecentesca dei principi Grifeo.
Pantanu - il vasto spiazzo tra il viale Galatea e le sinuose via Saline e Pazienza, che aggiravano l'antica "zona umida", poi definitivamente colmata. 
Santa Lucia - piccola zona all'incrocio tra le vie Partanna e Mondello e Timeo. La zona è così denominata perché esiste ancora una cappella dedicata a tale santa. L'immagine sacra è seminascosta alla vista.
Scuoli viecchi - così i Partannesi denominavano una tra le prime scuole del quartiere, ovvero la villa Grifeo o "villa Partanna", come usualmente viene da tutti chiamata. I scuoli viecchi erano in contrapposizione alle "nuove", ovvero l'attuale plesso Giovanni Pascoli, di via Nettuno.
Vanedda a muorti - tra le attuali vie Sofocle, Chimera e Patroclo, così denominata perché quando si aravano i campi venivano alla luce grosse e lunghe ossa di animali (elefanti ??) e da tutti ritenuto luogo dove era avvenuta una poco probabile battaglia campale.
Vanidduzza i l'anitra - e l'ex via Porta di Mare, un tempo non asfaltata e piena di buche. Dopo gli acquazzoni diveniva impraticabile per gli abitanti, per via delle pozzanghere, ma non per galline e per anatre, che sguazzavano beatamente, tanto da caratterizzarne il luogo. 

Ma torniamo all'argomento che qui più mi preme sottolineare, ovvero l'incongruenza dei nomi nella locale toponomastica, scollata dalla realtà territoriale, ho una proposta provocatoria da lanciare a tutti i lettori del sito di Mondellolido: visto che i topografi che devono dare nuovi nomi a piazze e a vie, non hanno le dovute capacità in fatto di storia di un dato territorio e degli uomini che l'hanno abitato, io suggerisco di chiamare a modo nostro le vie, come noi avremmo voluto che si chiamassero. C'inventiamo una nostra toponomastica ad uso e consumo della collettività comprensoriale. Alla luce di ciò, da oggi, la via Apollo la chiameremo via Gaddo da Nubula; la via Partanna Mondello, diverrà per noi via Girolamo Grifeo; la via del Glicene, la chiameremo via Laura La Grua, la via Mongibello, la via Cola Varba; la via Telemaco, via Valdes; la via San Lorenzo, via Pietro Speciale; la via dei Quartieri, la via Fazio di Fazio; la via Fragapane, sarà la via Giovanni Boy; la via Diana, sarà la via Filippo Lionti; la via Nettuno, la via Guglielmo Cappadoro, ecc. 
Che ne pensate ??? 
Come vorreste chiamare la vostra strada?
Scrivetecelo. 

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