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Il ricco territorio della Piana di Gallo tra i secoli
XV-XVII, è un brulicare di attività agro-pastorali legati alle risorse di orti, vigneti, taglio dei canneti, allevamenti di ovi-caprini, ma soprattutto allo sfruttamento di un'ampia foresta, utilizzata come miniera di biomasse animali e vegetali. La tonnara ed il malfaraggio di Mondello in piena attività, sono in grado di offrire numerosi posti di lavoro a maestranze specializzate costituite da pescatori, calafati e bottai, oltre che da marinai generici, bordonari (carrettieri), contadini, jurnalari (lavoratori giornalieri) e carbonai. Nel versante meridionale della vicina laguna o Pantano, è in esercizio una salina che produce e raffina il prezioso elemento utilizzato per salare il pescato, particolarmente ricercato da pirati e da corsari che battono il comprensorio alla ricerca di bottini da razziare. Gli impianti produttivi dei salinari, ancora esistenti alla fine del secolo XIX, garantivano un prodotto raffinato che era conosciuto in tutte le famiglie nostrane come oggidì il sale di Cammarata ed il sale di Trapani. Altrettanto noti erano i due tipi di marmo, il Gallo antico ed il Gallo novello, estratti nel versante meridionale in località Colonne, fortemente richiesti dai fabbri murari per adornare chiese, palazzi e ville, anche fuori dall'Isola. Il volume di affari e di traffici degli artigiani delle pelli, registra una notevole varietà di articoli con lo smercio di pellami, cuoi e marocchini conciati con il tannino, acido estratto dalla battitura dei ramoscelli e della spremitura delle foglie del mirto. La ricchezza economica del suolo era garantita da una grossa sorgente d'acqua potabile, l'Ayguade, toponimo francese di età settecentesca, che indicava una grossa sorgente d'acqua potabile e da numerose qanat scoperti di recente.
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