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PIRATI, TONNAROTI E GABELLOTI A MONDELLO (1445 - 1649)

di Pippo Lo Cascio

 

(Maometto II)
Dopo un fuggi fuggi generale, i pirati riuscirono a catturare Costantino Pensabene al Passo di lo dauro (Addaura), mentre cercava scampo scalando il Monte Pellegrino, probabilmente il passo della Vuletta. L'imperversare delle scorrerie, agguati e ruberie, convinsero il governo spagnolo a prendere in esame, molto seriamente, la tutela del territorio e dei suoi lavoratori. E' infatti del 1583 la ricognizione dell'architetto Camillo Camiliani, collaborato da Giovan Battista Fresco, col quale effettuò un sopralluogo lungo tutte le coste siciliane, al fine di erigere in punti strategici, una serie di torri a completamento di quelle già esistenti. 
L'importanza economica e commerciale del malfaraggio mondellese è sottolineata dal ritrovamento di una pergamena che lo menziona in una lista delle tonnare di questo Regno di Sicilia del presente anno 1583. Le incursioni non ebbero sosta a tal punto da costringere la popolazione a vivere costantemente nel terrore della cattura e di finire i propri giorni in qualche miserabile mercato di schiavi Nord-africano, venduti al migliore offerente. La maggior parte deI riscatti degli schiavi, avvenivano grazie all'interessamento dell'Arciconfraternita per la redenzione dei cattivi di Santa Maria La Nova di Palermo, nata con a tale scopo. Altri attacchi si verificarono nel 1596, ancora a Mondello, nel 1591 ai piedi del Monte Gallo ed ancora al piccolo villaggio di pescatori di Isola delle femmine dove nel 1596 venne catturato il tonnaroto Vincenzo Pisano, da mori e cristiani rinnegati stravestiti. 

Nel giugno del 1597 toccò nuovamente a Mondello ed a capo Gallo, dove gli assalitori fecero un grosso bottino depredando una tartana francese che andava in curso arrassu di Capo Gallo circa di dui miglia. Nel settembre del 1599 nuova incursione a Capo Gallo; nel 1602 ancora ad Isola delle Femmine, mentre per un quarantennio circa, dal 1603 al 1642, non si hanno notizie di attacchi, anche se nel 1631 il Duca di Albuquerque, viceré di Sicilia, tentò di tenere sgombri i mari siciliani dalle scorrerie pei pirati musulmani, che ostacolavano il commercio colle ruberie che frequentemente facevano. Nel 1643 i pirati si fecero rivedere a Mondello ed in una delle loro veloci razzie all'interno delle Piane di gallo e dei Colli, forse alla ricerca di acqua potabile, fecero prigionieri alcuni pescatori e contadini, intenti alle loro attività di lavoro. Le incursioni piratesche attenuarono solo alla fine del Settecento, anche se nel 1793, forse a rappresentare l'ulteriore colpo di coda del feroce nemico musulmano, vennero prese di mira due galeotte di pescatori di Mondello, il cui equipaggio riuscì miracolosamente a sfuggire alla cattura poiché le navi nemiche rimasero imbrigliate nelle reti della tonnara. Una volta tanto furono i pacifici tonnaroto del malfaraggio mondellese a trasformarsi da prede in attaccanti, al grido di cu pigghia un turcu è suu., ovvero chi riesce a catturare un pirata, questo resta di sua proprietà. 

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