Storia e Preistoria

 

 

 

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Golfo di Mondello

 

 

Il Qanat del serpente

Le ville del Liberty

 
Percorrere  un antico qanat  è un'affascinante esperienza che ti riporta indietro nel tempo facendoti vivere una avventura in un ambiente totalmente buio, con  forte umidità e assenza di rumori proveniente dal mondo esterno. Spostati, con difficoltà ed estrema cautela, i pesanti blocchi d'arenaria che coprono la bocca del pozzo artesiano, ... Continua

 

Chiese e cappelle

 
E' una prima ricostruzione storica di tutte le chiese del territorio delle due Piane, ad Occidente della Conca d'Oro, attraverso lo studio di antiche carte topografiche e di fortuiti ritrovamenti archivistici. Nicola da Bari, invocato protettore nei temporali e contro la peste e la fame, è il santo cui gli si riconosce il merito di aver dato notorietà e lustro, sin dal nel XV secolo, al territorio partannese, con la consacrazione del Convento dei PP Gesuiti di Casa Professa e di una chiesetta sorta in riva al mare alla Punta di Cèlesi, oggi, purtroppo non più esistente...Continua

 

 
Tra la fine del 1800 ed il primo ventennio del '900, si sviluppò e si diffuse in Europa uno stile architettonico e figurativo denominato "Modernismo" o "Arte Nuova". In Italia il fenomeno culturale prese convenzionalmente il nome di Liberty, per la preferenza che gli artisti avevano per l'uso dei motivi tratti dal mondo floreale.Tra tutte le città italiane interessate a tale fenomeno artistico e culturale, Palermo ...Continua 



Torri e tonnara


A partire dalla seconda metà del XV secolo, la vita della comunità marinaresca mondellese e l’esistenza stessa del complesso del malfaraggio (tonnara), si deve alla costante vigilanza del mare da parte dei torrari (militari o civili che custodivano le torri). Preposti alla loro difesa impedirono cruenti sbarchi in massa di nemici lungo l’arenile ed in molti casi seppero tenere testa a predatori ingaggiando con loro lotte a distanza col fuoco dell’artiglieria pesante. Le torri della Tonnara di Mondello e del Fico d’india, posta quest’ultima a poca distanza in linea d’aria dalla prima, rappresentarono punti chiave della difesa del versante occidentale palermitano... Continua

Le grotte preistoriche

 
Tra i più bei promontori che con le loro imponenti masse rocciose lambiscono il mare che bagna la costa settentrionale della Sicilia, vi é, senza ombra di dubbio, quello di Capo Gallo che separa i golfi di Mondello e di Sferracavallo. Come spesso avviene in siffatte situazioni morfologiche, alcune grotte, scavate dall'erosione marina, hanno costituito fin dalla fine del Pleistocene (il Paleolitico superiore, un periodo che si data a circa 12.000 anni or sono)...Continua

 

 
Con l'avvento del secolo VIII l'Isola, retta da un' amministrazione viceregia e feudale la cui cultura pesantemente si ripercuoteva sulla vita quotidiana della popolazione pressoché ferma all'eta' medievale, viveva una particolare condizione di cristallizzazione.Palermo era un importante centro del bacino mediterraneo con attivi traffici economici e soprattutto una capitale a livello europeo, ricca di nobili attenti ad ogni novita' esterofila. Nuovi influssi culturali ed architettonici ottimamente coadiuvati da un clima territoriale caldo per buona meta ...Continua

 

La Fossa del Gallo

I marmi di Capo Gallo

 

La Fossa è quel tratto costiero settentrionale del comprensorio di monte Gallo che congiunge, attraverso una sconnessa trazzera, la torre del Fico d'india al Malopasso, scenografico luogo dove il rilievo montuoso precipita a mare in una tra le più belle coste del bacino del Mediterraneo. Lunga un paio di chilometri, la Fossa era già nota a studiosi ottocenteschi, italiani, francesi e tedeschi, per l'inconsueto concentramento di Beni Archeologici, Naturalistici, Botanici e Biologici, ristretti in un così modesto areale... Continua

 

 
Le prime notizie documentarie di un'attività estrattiva di marmi pregiati nel comprensorio di Capo Gallo ed in particolar modo nelle cave aperte ai piedi della grande parete di Nord-Ovest che guarda la Conca d'Oro e la città di Palermo, si hanno solo nel 1813 grazie soprattutto all'abate Francesco Ferrara (1) studioso catanese di scienze naturali, che nella sua "Storia Naturale della Sicilia" e nella trattazione relativa ai marmi alla voce Rosso Gallo di Palermo, egli afferma: " … Ha delle macchie, e strisce di calce carbonata bianca cristallizzata  …" Continua

 

 

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