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Giuseppe LI CALSI

La segnalazione:

Vorrei segnalare, come personaggio del mese, un ragazzo di Mondello, un Diacono che sabato 25 maggio, alle 17.00, presso la Chiesa Cattedrale di Palermo, verrà ordinato Sacerdote: Don Giuseppe Li Calsi. Lo vorrei segnalare perchè anche se la nostra borgata è nota per il mare, il turismo, le vacanze ecc. da oggi può vantarsi di avere il privilegio di un giovane che ha avuto il coraggio di fare silenzio e di sentire Dio anche in mezzo alla confusione.

Non è facile, al giorno d'oggi, sentire e, come dice lui stesso, "Il sentirsi chiamati non è qualcosa che avviene in un attimo...è un iter che richiede silenzio interiore, preghiera, confronto quotidiano con la Parola di Dio, con sé stessi e con l'uomo...".

Sentire è quindi una esperienza interiore che fa fatica a farsi strada in un mondo dove i rumori delle guerre, di una economia impazzita, di stordimenti collettivi sono preponderanti. Sentire Dio che parla dentro significa ritrovare la pace necessaria per conoscere chi siamo e scoprire che siamo immagine di Dio e Dio è Amore. Giuseppe non si è fermato a questa stupenda realtà che già basterebbe a riempire di senso la vita di ogni uomo. Giuseppe ha cominciato da qui ed ha continuato a sentire il Padre, che lo ha scelto per essere suo sacerdote, e a diffondere la sua Pace ed il suo amore per le strade che Giuseppe si troverà a calcare.

E nel settembre del 1995 Giuseppe "lascia tutto" e inizia il suo cammino di formazione al sacerdozio presso il Seminario Arcivescovile di Palermo. 

Di questa esperienza Giuseppe racconta:" E' come mettere una dopo l'altra le tessere di un mosaico fin quando con ultima tessera si vedrà l'immagine nella sua completezza, così giorno dopo giorno, aiutato e sostenuto da uomini che Egli ha posto sul mio cammino, ho scoperto, con meraviglia, di essere in Cristo uno strumento di salvezza."

Giuseppe sarà sacerdote ma questo è solo l'inizio. Il sacerdote oggi è chiamato ad essere fra gli uomini e con gli  uomini instancabile testimone della Parola con la sua vita. Attento ai bisogni della collettività dovrà prendere per mano chi rimane indietro. Trasmettere l'umiltà ed il sorriso di chi si sente amato da Dio. Farsi il servo di tutti senza pretendere di essere il primo a tutti i costi.

Facciamo allora gli auguri a Giuseppe e lo ringraziamo per la sua sensibilità. La borgata sarà presente (speriamo tutta) alla sua prima celebrazione eucaristica, domenica 26 maggio, alle 11.30 presso la Parrocchia Maria SS. Assunta di Valdesi.

 

Le riflessioni di Giuseppe Li Calsi:

“ Quando Colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia…..”        (Gal 1,15) 

Con queste parole l’apostolo Paolo, narra agli abitanti della comunita cristiana della Galazia, l’inizio della sua missione di annunciatore infaticabile del glorioso Vangelo di Gesù.

Il versetto sopra citato dell’epistolario paolino, così ricco di significato, credo lo possa far suo, chiunque si sia sentito “scelto” e “chiamato” per una missione nella chiesa corpo mistico di Cristo.

Tra le innumerevoli scelte e chiamate che lo spirito del Signore fa ad ogni uomo, c’è anche quella del sacerdozio ministeriale.

La lettera agli Ebrei così afferma: ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio (Eb 5,1).

Essere scelti, venire costituiti per il bene degli uomini per le cose che riguardano Dio, non vuol significare essere messi da parte e basta, ma essere messi da parte per seguire.

Per seguire l’altro, per portare all’altro, ai molti altri la buona notizia che è Cristo.

Scelti per essere immagine del Buon Pastore che va in cerca della pecora perduta per ricondurla all’ovile; “ fascerà qulla ferita e curerà quella malata, avra'  cura della grassa e della forte” (Ez. 34,10); “ e poi tutte insieme trovarono riposo nei pascoli erbosi “ (sal 22).

Questo programma di vita così affascinante, può essere realizzato nella misura in cui si intuisce la propria identità di cristiano, la propria vocazione, il proprio posto all’interno della chiesa. La vocazione cioè l’essere chiamati è il punto di partenza per qualsiasi ministero nella comunità cristiana, la quale è composta da molte membra e ogni membro ha ciascuno la sua parte.

Per “grazia” anch’io sono stato scelto e chiamato a lasciare tutto per seguire il Maestro.

Il sentirsi chiamati, non è qualcosa che accade in un attimo, non vi è nessuna visione o sogno, che ti fa capire la strada da intraprendere, ma è un iter che richiede silenzio interiore, preghiera, confrontarsi giorno per giorno con la Parola di Dio, accostarsi ai sacramenti che sono la via ordinaria nella quale ogni uomo fa l’esaltante esperienza del Signore.

E’ un mettere una dopo l’altra le tessere di un mosaico fin quando con l’ultima tessera si vedrà l’immagine nella sua completezza; così anch’io giorno dopo giorno aiutato e sostenuto da uomini che il Signore ha posto sul mio cammino, ho scoperto con stupore e meraviglia la mia identità di uomo, di cristiano,di “vocato” ad essere in Cristo strumento di salvezza.

A me non resta che essere come il tralcio unito alla vite, che è Cristo Signore, per portare frutto ed il frutto rimanga.

Questo frutto è la vita eterna, ossia la comunione intima con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il ministero che mi accingo a vivere avrà il compito primario di additare agli uomini che incontrerò lungo il cammino il Cristo Signore, via verità e vita, affinche' tutti insieme, un cuor solo un’anima sola si possa lodare il Signore perché eterna è la Sua misericordia.

Giuseppe Li Calsi

 

 



 

 

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