“
Quando Colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi
chiamò con la sua grazia…..”
(Gal 1,15)
Con
queste parole l’apostolo Paolo, narra agli abitanti della
comunita cristiana della Galazia, l’inizio della sua
missione di annunciatore infaticabile del glorioso Vangelo di
Gesù.
Il
versetto sopra citato dell’epistolario paolino, così ricco
di significato, credo lo possa far suo, chiunque si sia
sentito “scelto” e “chiamato” per una missione nella
chiesa corpo mistico di Cristo.
Tra
le innumerevoli scelte e chiamate che lo spirito del Signore
fa ad ogni uomo, c’è anche quella del sacerdozio ministeriale.
La
lettera agli Ebrei così afferma: ogni sommo sacerdote, preso
fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini
nelle cose che riguardano Dio (Eb 5,1).
Essere
scelti, venire costituiti per il bene degli uomini per le cose
che riguardano Dio, non vuol significare essere messi da parte
e basta, ma essere messi da parte per seguire.
Per
seguire l’altro, per portare all’altro, ai molti altri la
buona notizia che è Cristo.
Scelti
per essere immagine del Buon Pastore che va in cerca della
pecora perduta per ricondurla all’ovile; “ fascerà qulla
ferita e curerà quella malata, avra' cura della grassa
e della forte” (Ez. 34,10); “ e poi tutte insieme
trovarono riposo nei pascoli erbosi “ (sal 22).
Questo
programma di vita così affascinante, può essere realizzato
nella misura in cui si intuisce la propria identità di
cristiano, la propria vocazione, il proprio posto
all’interno della chiesa. La vocazione cioè l’essere
chiamati è il punto di partenza per qualsiasi ministero nella
comunità cristiana, la quale è composta da molte membra e
ogni membro ha ciascuno la sua parte.
Per
“grazia” anch’io sono stato scelto e chiamato a lasciare
tutto per seguire il Maestro.
Il
sentirsi chiamati, non è qualcosa che accade in un attimo,
non vi è nessuna visione o sogno, che ti fa capire la strada
da intraprendere, ma è un iter che richiede silenzio
interiore, preghiera, confrontarsi giorno per giorno con la
Parola di Dio, accostarsi ai sacramenti che sono la via
ordinaria nella quale ogni uomo fa l’esaltante esperienza
del Signore.
E’
un mettere una dopo l’altra le tessere di un mosaico fin
quando con l’ultima tessera si vedrà l’immagine nella sua
completezza; così anch’io giorno dopo giorno aiutato e
sostenuto da uomini che il Signore ha posto sul mio cammino,
ho scoperto con stupore e meraviglia la mia identità di uomo,
di cristiano,di “vocato” ad essere in Cristo strumento di
salvezza.
A
me non resta che essere come il tralcio unito alla vite, che
è Cristo Signore, per portare frutto ed il frutto rimanga.
Questo
frutto è la vita eterna, ossia la comunione intima con il
Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il ministero che mi
accingo a vivere avrà il compito primario di additare agli
uomini che incontrerò lungo il cammino il Cristo Signore, via
verità e vita, affinche' tutti insieme, un cuor solo
un’anima sola si possa lodare il Signore perché eterna è
la Sua misericordia.
Giuseppe
Li Calsi