SUBACQUEA
TECNICA A MONDELLO
Il
20 dicembre scorso, nella splendida cornice di Villa
Gregorietti a Mondello, si è svolto il primo di una serie
d’incontri a tema che il Marenostrum Diving Center
organizzerà per questa stagione invernale.
Alla
presenza di un numeroso gruppo di appassionati sub, si è
parlato di una branca della subacquea che sempre maggiori
consensi riscuote: la “subacquea tecnica”.
Autorevole
relatore è stato Stefano
Baldi che, grazie alla sua “profonda” esperienza
in questa tipologia di immersioni, ha commentato le
immagini riguardanti due importanti relitti che il mare
custodisce, il mercantile “Loreto” ed una nave punica,
rispondendo ad innumerevoli domande degli intervenuti.
Il
primo relitto giace a circa 87 mt. a NE dell’Isola delle
Femmine in perfetta posizione di navigazione e con la prua
rivolta verso terra, a testimonianza dell’ultima manovra
ordinata dal Comandante.
Il
“Loreto” era un piroscafo da carico da 1055 tonn.
costruito nel 1912 da “Achille Lauro” che fu requisito
durante il secondo conflitto mondiale dalla Marina
Militare Italiana per essere utilizzato come mezzo di
trasporto. Nell’ottobre del 1942 navigava verso Palermo
con 450 uomini a bordo, 400 dei quali erano prigionieri di
guerra indiani, quando un siluro di un sommergibile
inglese lo colpì e il Loreto s’inabissò di poppa,
provocando la morte di molti di quegli occupanti; le
operazioni di salvataggio prontamente attivate
consentirono di trarre in salvo soltanto 271 naufraghi,
tra cui alcuni dei prigionieri.
Il
piroscafo fu impropriamente chiamato “La nave degli
schiavi di Isola delle Femmine” proprio perché i
prigionieri indiani di pelle scura furono erroneamente
ritenuti degli schiavi.
Oggi
il relitto costituisce meta di esplorazione per subacquei
abilitati all’uso di miscele particolari. A quote così
proibitive l’uso dell’aria compressa potrebbe causare
delle narcosi da azoto molto serie, compromettendo così
la sicurezza del sub; è per questo motivo
che si
utilizzano miscele ternarie a base di elio ed aria (Helair).
Sulle
strutture del relitto troviamo gamberetti, ricci di
profondità, gusci di ostriche in parte aperte ed
organismi incrostanti che ricoprono interamente la
struttura.
Per
quanto riguarda la nave punica ritrovata da pochissimo
tempo nelle acque di Favignana, si sa ancora poco: la
parte visibile emerge da un fondo sabbioso sul quale sono
state rinvenute anfore di diverse dimensioni che ospitano
aragoste e crostacei.
A
Palermo subacquea è anche tutto questo: amore per il
mare, cultura, incontro.
Francesco
Correri
Visita anche: Il mio Mare di
A. Romeo
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