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Altra interessantissima rubrica dedicata al mare di Mondello e dintorni ma, soprattutto, a quanto in esso contenuto.  La rubrica e' curata da Francesco Correri al quale siamo grati per avere accettato di collaborare con noi. Attraverso una  serie di articoli sarete guidati nella magica realta' del nostro mare e dei segreti custoditi nei nostri fondali.

SUBACQUEA TECNICA A MONDELLO

Il 20 dicembre scorso, nella splendida cornice di Villa Gregorietti a Mondello, si è svolto il primo di una serie d’incontri a tema che il Marenostrum Diving Center organizzerà per questa stagione invernale.

Alla presenza di un numeroso gruppo di appassionati sub, si è parlato di una branca della subacquea che sempre maggiori consensi riscuote: la “subacquea tecnica”.

Autorevole relatore è stato Stefano Baldi che, grazie alla sua “profonda” esperienza in questa tipologia di immersioni, ha commentato le immagini riguardanti due importanti relitti che il mare custodisce, il mercantile “Loreto” ed una nave punica, rispondendo ad innumerevoli domande degli intervenuti.

Il primo relitto giace a circa 87 mt. a NE dell’Isola delle Femmine in perfetta posizione di navigazione e con la prua rivolta verso terra, a testimonianza dell’ultima manovra ordinata dal Comandante.

Il “Loreto” era un piroscafo da carico da 1055 tonn. costruito nel 1912 da “Achille Lauro” che fu requisito durante il secondo conflitto mondiale dalla Marina Militare Italiana per essere utilizzato come mezzo di trasporto. Nell’ottobre del 1942 navigava verso Palermo con 450 uomini a bordo, 400 dei quali erano prigionieri di guerra indiani, quando un siluro di un sommergibile inglese lo colpì e il Loreto s’inabissò di poppa, provocando la morte di molti di quegli occupanti; le operazioni di salvataggio prontamente attivate consentirono di trarre in salvo soltanto 271 naufraghi, tra cui alcuni dei prigionieri.

Il piroscafo fu impropriamente chiamato “La nave degli schiavi di Isola delle Femmine” proprio perché i prigionieri indiani di pelle scura furono erroneamente ritenuti degli schiavi.

Oggi il relitto costituisce meta di esplorazione per subacquei abilitati all’uso di miscele particolari. A quote così proibitive l’uso dell’aria compressa potrebbe causare delle narcosi da azoto molto serie, compromettendo così la sicurezza del sub; è per questo motivo

 che si utilizzano miscele ternarie a base di elio ed aria (Helair).

Sulle strutture del relitto troviamo gamberetti, ricci di profondità, gusci di ostriche in parte aperte ed organismi incrostanti che ricoprono interamente la struttura.

Per quanto riguarda la nave punica ritrovata da pochissimo tempo nelle acque di Favignana, si sa ancora poco: la parte visibile emerge da un fondo sabbioso sul quale sono state rinvenute anfore di diverse dimensioni che ospitano aragoste e crostacei.

A Palermo subacquea è anche tutto questo: amore per il mare, cultura, incontro. 

 Francesco Correri  

 


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