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INCONTRI RAVVICINATI NEI NOSTRI MARI

 

LE TARTARUGHE MARINE

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In merito invece le catture con reti le principali minacce per le tartarughe sono rappresentate dalla pesca "a strascico" e dalle “reti fantasma”. Queste ultime sono relitti di reti abbandonate sul fondo e rappresentano delle vere e proprie trappole in continuo, in cui le prede catturate funzionano a loro volta da esche per nuove catture, innescando un circolo di morte pressoché illimitato, cui le Tartarughe non sono escluse.

 

foto bruno ZavaÈ comunque opportuno sottolineare che non è la piccola pesca artigianale ad esercitare un impatto negativo sulle popolazioni di tartarughe marine, bensì la grossa pesca professionale, realizzata oltre che con le reti a strascico (la tartaruga imprigionata dentro il sacco della rete decede per annegamento!) anche con i palangari derivanti, per la cattura del pescespada. Per quest'ultimo dispositivo di pesca alcuni dati di letteratura riportano per la marineria di Sfax, in Tunisia (composta da una flotta di circa 250 pescherecci), un totale di catture di 883, 2122 e 2913 esemplari di Caretta caretta per il solo periodo Gennaio-Aprile degli anni 1986, 1987 e 1988. Peraltro queste catture sono totalmente destinate al consumo umano; tale pratica, nei paesi che si affacciano nel Mediterraneo, è ancora diffusa e non solo in Tunisia (in barba alle convenzioni internazionali per la tutela). Alcune informazioni raccolte a Mazara del Vallo riportano un consumo occasionale da parte dei pescatori, a bordo dei grossi pescherecci impegnati nelle campagne di pesca nel Canale di Sicilia.

 

Le ultime tartarughe marine a Mondello venivano invece consumate fino ai primi anni '50; qualche mondellese ricorda ancora il trattamento cui erano soggette prima della cottura: l'animale era lasciato capovolto e a digiuno per diversi giorni, al fine di smagrire lo spesso strato di grasso sottocutaneo, per essere poi macellato e cotto al sugo….…altri anni quelli, in cui la fame stonava con i moderni sentimenti di conservazione e di protezione ambientale!!! Ma i tempi cambiano e anche l'etica assume, in funzione del tempo, sfumature e valori diversi. Oggi i pescatori delle piccole marinerie, come quella di Mondello, sono tra i collaboratori più attenti e determinati per la tutela e la difesa di queste specie protette: collaborano spesso al rinvenimento degli animali in difficoltà, segnalano via radio alla Capitaneria di Porto i ritrovamenti e si attivano per una collaborazione proficua con il Centro Studi Cetacei.

Riferimenti Bibliografici

C.K Dodd Jr., 1988 - Synopsis of the Biological Data on the Loggerhead Sea Turale Caretta caretta (Linnaeus 1758). U.S. Fish Wildl. Serv. Biol. Rep. 88(14). 110 pp.

Gianguzza P., Russo G., Violani C., Zava B., 2000 - Ascertained record of the Green Turtle, Chelonia mydas (L. 1758) in the Tyrrhenian Sea (Testudinata, Cheloniidae). Atti Soc. It. Sci. Nat. Museo civ. Stor. Nat. Milano, 141/2000 (I) 19-22.

V. Ferri, 1999 - Tartarughe e testuggini. Mondatori. 256 pp.

Laurent L., Lescure J., 1991- L'hiverage des tortues caouannes Caretta caretta (L.) dans le sud tunisien. Rev. Ecol. (Terre Vie), vol. 49: 63-86.

 

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